Gestire i problemi

Come è possibile evitare i problemi?

I problemi non possono essere evitati perché non vogliamo evitarli. Se non ce ne preoccupassimo, alcuni di questi non esisterebbero neanche. Ma ci piace sobbarcarci di problemi perché siamo guidati dall’immagine che abbiamo di noi stessi. La visione di sé dice che bisogna essere buoni, premurosi e gentili e questa è la facciata che cerchiamo sempre di proiettare. Finché seguiremo coscientemente o inconsciamente i dettami di questa idea di sé, non saremo mai liberi dai problemi.

Ma cos’è un problema? Un problema è qualcosa di cui vi fate carico sebbene non sia la vostra naturale inclinazione, attitudine o propensione. Alcune persone, ad esempio, tendono a riversare le proprie difficoltà all’esterno e sugli altri e ciò può diventare un problema. Altre si offrono di aiutare ma anche questo può essere un problema se l’aiuto non è dato nella giusta maniera. Anche riflettere sulle cose può diventare un problema, così come affrontare situazioni che possono avere ripercussioni sulla nostra percezione, influenzandola o alterandola, può diventare un problema. Un improvviso afflusso di pensieri negativi può diventare un problema. I desideri possono diventare problemi.

Il motivo principale per cui non siamo in grado di affrontare i problemi dipende dal fatto che, mentre la nostra logica dice “non avere problemi”, la nostra natura sostiene “vai avanti ad attirare problemi”. Proprio come la luce attira le falene, allo stesso modo questo corpo e questa mente attraggono difficoltà e problemi. Dovete ricordare la legge di Murphy: “Tutto ciò che può andare storto andrà storto”.

Tuttavia, dovete anche ricordare che la forza che genera movimento dipende da quella di attrito. Se si desidera avere una vita piacevole, pacifica, tranquilla, essa diverrà anche molto noiosa. Potrete godervi la pace per un giorno, il ​​silenzio per un mese, ma poi arriverà un momento in cui reagirete a quella pace e a quel silenzio per un po’ di dinamismo, di fermento, di laboriosità. Quindi, “l’attrito” che forma difficoltà, complicanze, dubbi dovrà essere accolto piuttosto che evitato. In tal contesto, quindi, occorrerà trovare una soluzione appropriata e corretta e, nel fare ciò, è necessario coltivare viveka, la discriminazione.

La discriminazione diventa potente e reale solo quando è combinata con la lungimiranza, altrimenti è semplicemente una parola. Discriminazione più lungimiranza equivale a saggezza. Attriti, conflitti, incertezze, confusione e disaccordi non sono impedimenti al vostro sviluppo verso la pace e la crescita, piuttosto portano in superficie una condizione mentale, una condizione di vita o di credo che è effettivamente una potenziale barriera alla vostra crescita. Se un pensiero si trasforma in un blocco diverrà un problema e, quindi, perché non lavorare per rimuoverlo?

Il modo migliore per gestire i problemi è sapere in anticipo se volete davvero esserne coinvolti o meno. Se siete in grado di affrontare quel problema in modo efficiente, efficace e creativo, allora si potrà aprire la porta della logica, dell’intelletto, dell’intuizione e dell’emozione nella ricerca della migliore soluzione. Se invece sentite che un problema è un peso, allora la mente tenderà ad irrigidirsi e chiudersi ulteriormente impedendo che la creatività individui la giusta soluzione. Quindi non evitate i problemi. Se vengono, lasciateli venire ma, almeno, cercate di non attirarli.

Swami Niranjananda, Ganga Darshan, 27 dicembre 2001,

Yoga Magazine n. Novembre, 2002

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