I vari tipi di guru – II parte

SECONDA PARTE

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Il Guru Bramanishta

Il guru brahmanishta è colui che è stabile nella suprema consapevolezza. E’ un jivanmukta, ovvero un essere liberato mentre è ancora in vita. Non si preoccupa di insegnare, guidare, ispirare o illuminare gli altri. E’ completamente immerso nella sua conoscenza ed esperienza dell’assoluto, ed è questo lo stato in cui egli esiste. Se non ci fossero i devoti e i discepoli ad assumersi la responsabilità di nutrirlo e vestirlo, andrebbe in giro denutrito e senza vestiti. E’ disinteressato e inconsapevole delle questioni che riguardano il corpo. Così come il sale si mescola con l’acqua dell’oceano e non esiste come entità separata, così il guru brahmanishta è immerso in brahma, il supremo. Non è possibile per noi semplici mortali comprendere il mondo in cui egli vive. Non possiamo mai sperare di conoscere le profondità che egli esplora e neppure le vette che egli scala. E’ la luce dello spirito che illumina il suo essere. Quando ciò accade, non ci sono orecchie che odono, occhi che vedono, mani che toccano, o parole che comprendono. Il brahmanishta vive nel totale silenzio, esterno e interno. Raramente o mai pronuncia lunghi discorsi o sermoni. Spesso non è neppure consapevole della presenza dei devoti e dei discepoli che lo circondano. A volte può pronunciare parole incoerenti o che non hanno alcun significato per i presenti. Solo un uccello può comprendere il linguaggio di un uccello, o uno Shakespeare l’ingegno e l’ironia di uno Shakespeare. Nonostante il comportamento del guru brahmanishta, le persone si affollano da lui a migliaia. Sembra che il solo fatto di essere in sua presenza e sperimentare il calore e lo splendore che emanano dal suo essere siano un raro privilegio. Si sa che molti miracoli sono capitati nelle vite dei devoti e discepoli di un brahmanishta. Ma lui non è nemmeno consapevole che queste cose accadono attraverso di lui. Il potere divino manifesta se stesso nel guru brahmanishta. Egli è l’esempio vivente dei poteri inerenti all’uomo. Anche se può essere perso in se stesso, è capace di tirare fuori la tua fede, la tua devozione, e la tua resa. E’ capace di evocare le più alte qualità della tua personalità e di spingerti a guardarti dentro. Ramana Maharshi è stato un vero esempio di guru brahmanishta. Nacque nel sud dell’India durante il secolo scorso. Aveva viaggiato così tanto dentro di sé che molto spesso non aveva alcuna conoscenza di ciò che lo circondava, eppure le persone che si radunavano da lui a migliaia, trovavano un’immediata soluzione ai loro problemi. La sua trasmissione di energia era un processo spontaneo, anche se lui stesso non faceva alcuno sforzo per trasferire la sua energia ai discepoli. Prima o poi, questi jivanmukta possono perdere totale consapevolezza del corpo e smettere di mangiare, anche quando viene offerto loro del cibo. Trascendono il loro corpo e sono quindi noti come videhamukta. A questo punto, non possono vivere per più di dieci o dodici giorni, dopodiché abbandonano la loro cornice mortale. Il guru brahmanishta non va confuso con un “avatar purusha”, che si è incarnato per realizzare una particolare missione nel mondo. L’avatar purusha può essere meglio accostato a un giovane dio. Egli ha trasceso il ciclo della nascita e rinascita. Non si deve evolvere, né è governato dalle leggi del karma e dell’evoluzione. Egli si incarna in questa vita per compiere un ordine divino. Quando la missione è completata, l’avatar purusha ritorna a mondi sconosciuti. Il brahmanishta guru è il culmine di tutti gli stadi di evoluzione spirituale.


Il Guru Femminile

Nessun trattato sui guru è completo senza una menzione speciale delle donne guru. A causa dell’intervento dell’ortodossia, alle donne guru non è stato possibile sopravvivere in ampi numeri. Preti, capi religiosi e clerici, influenzati dalle norme convenzionali e ristrette della società, hanno avuto successo nell’impedire la crescita delle donne allo stato di guru. In India, le donne guru avevano un posto speciale. Sono state venerate dai tempi antichi, specialmente nel periodo di fioritura del tantra. Riferimenti alla loro esistenza si trovano nei Veda, nelle Upanishad e in altre scritture. Con l’avvento di alcune religioni, tuttavia, la situazione subì un forte cambiamento e per un lungo tempo venne limitato il ruolo delle donne come guru. Non vennero più viste come figure pubbliche. In epoche recenti, stanno riemergendo e, se la società sarà capace di superare i propri pregiudizi e complessi, avremo di nuovo il privilegio di ricevere l’iniziazione e la saggezza dalle donne guru. Un guru donna è una forza molto potente con cui avere a che fare. La sua innata natura intuitiva e psichica le consentono di progredire molto rapidamente sul sentiero spirituale. Le sue frequenze di pensiero sono molto più sottili di quelle degli uomini e di conseguenza è in grado di comunicare con le potenti forze dell’universo con grande facilità. E’ stato visto che i più grossi ostacoli al progresso spirituale sono l’intelletto e l’ego. Per progredire spiritualmente, si devono coltivare e mantenere le qualità dell’amore, della rinuncia all’io, della compassione, della tenerezza, dell’innocenza infantile, della fede, della devozione e dell’umiltà. Dato che queste qualità sono parte base e inerente della personalità della donna, è semplice per lei trascendere l’intelletto e lasciare che la sua fede e la sua devozione fioriscano. Bhakti, il cammino supremo per esperienze più elevate, che tutti i sinceri aspiranti si sforzano di mantenere, è l’essenza della natura della donna. Ciò le rende più facile gestire il risveglio della grande energia. Gli uomini, d’altro canto, trovano estremamente difficile gestire il loro ego e intelletto. Come risultato di ciò, sono lacerati dai conflitti e dagli scoppi a ogni sosta, quando il risveglio ha luogo. Forse gli uomini hanno un intelletto superiore rispetto alle donne, ma in questo caso sembra che non sia un gran vantaggio. Non è nostra intenzione cercare di stabilire la supremazia delle donne sugli uomini, o di provare che le donne possono meglio interpretare il ruolo di guru rispetto agli uomini. Ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che le donne sono altrettanto competenti degli uomini in questo campo. Hanno giocato un ruolo cruciale nell’aiutare l’umanità lungo il cammino spirituale, ma le loro capacità non sono state pienamente riconosciute e accettate, e i loro nomi sono stati dimenticati dalla storia. A causa dei tabù e dei complessi della società, le donne sono state forzare a ritirarsi nell’oblio, o ad assistere e guidare altri in modo anonimo e nel più estremo segreto. Ma non si può negare la loro importanza. C’è un noto detto, “dietro ogni grande uomo c’è una donna”. Si è visto, sufficientemente spesso, che le donne hanno ispirato l’esplosione della grandezza negli uomini. In qualche momento cruciale della loro vita i più importanti guru sono stati benedetti proprio nel cammino spirituale dalla potente presenza di una yogini tantrica o di una donna guru che li ha iniziati ai riti tantrici. Molti guru possono esitare a dichiarare pubblicamente questo importante evento della loro vita, ma esso è una verità innegabile. Lascia perplessi il perché le donne, che hanno tali straordinari poteri e potenziale di guidare spiritualmente l’umanità, non dovrebbero ricevere il giusto riconoscimento e consenso. È la società orientata dalla religione che severamente la blocca nel suo ruolo di guru? O è il desiderio dell’uomo di sopprimerla spiritualmente per poterla sfruttare per i suoi obiettivi carnali? Nel tantra, una scienza antica quanto la civiltà stessa, è la donna e non l’uomo che gioca il ruolo dl guru. E’ la donna che inizia l’uomo alle pratiche. E’ la donna che prepara e conduce il rituale. E’ lei che mette il segno sulla fronte dell’uomo e gli dice su quale punto meditare. Una guru yogini tantrica ha la capacità di sopraffare completamente i suoi discepoli. Questo è il motivo per cui spesso le persone la considerano una strega, una fattucchiera, o qualche tipo di demonio che ricorre alla magia per prendere il controllo delle sue vittime. Questo concetto è assurdo. E’ vero che lei, come ogni altro guru, è sempre di vedetta per identificare discepoli meritevoli da guidare e iniziare. Ma è semplicemente il potere della sua mente e il magnetismo della sua personalità che attirano a lei le persone. Una yogini tantrica non è una strega o una fattucchiera. E’ una persona che ha sviluppato straordinari poteri mentali e fisici attraverso un duro lavoro e il sadhana personale. Per la sua natura indipendente e la sua obbedienza a nessuno ma al suo solo spirito, mostra intrepido coraggio e assenza di paura, vivendo qualche volta in totale reclusione o in condizioni molto dure e austere. I suoi codici di condotta, le sue norme di comportamento e la sua moralità ne fanno un individuo a parte. Solo il più audace degli audaci si può arrischiare a calpestare il suo sentiero che anche gli angeli temono di calpestare. Esteriormente, può apparire come una persona comune, quasi sempre molto lontana dall’immagine buona, santa, pia, virtuosa dei guru che abbiamo fissa nella mente. Ma specchiandosi nelle profondità dei suoi occhi, si può distinguere la purezza della sua anima. Come un orefice forgia ornamenti dall’oro, dandogli quindi utilità, scopo e direzione, nello stesso modo la donna guru accende e fa esplodere anime evolute, assistendole nel loro progressivo cammino evolutivo.

I vari tipi di Guru

prima parte

E’ ora necessario spiegare quali tipi di guru potrete incontrare. A grandi linee, si possono classificare in guru yogi, guru gyani, guru tantrico e guru brahmanishta.

E’ possibile trovare un guru che sia yogi, gyani, tantrico e brahmanishta. O, in alcuni casi, il guru potrà essere yogi e gyani, ma non avere alcuna conoscenza del tantra né alcuna esperienza di Brahman. A volte il guru è un guru brahmanishta e conosce lo yoga e il tantra, ma non li insegna ad altri. Tutto questo varia da guru a guru. Anche se tratteremo di ogni tipologia separatamente, è più comune trovare un guru che ha un variegato bagaglio di conoscenze ed esperienze.


Il guru yogi

Un guru yogi è un guru che si è impadronito della scienza dello yoga e l’ha perfezionata attraverso la lunga e ardua pratica del sadhana. Poiché conosce le pratiche avanzate, può aver acquisito siddhi, o poteri spirituali, ma non necessariamente è così. In ogni caso, il guru yogi esibisce un peculiare intuito, un atteggiamento calmo e sereno, e una capacità di giudizio equilibrato. Un guru yogi può essere o non essere colto, eloquente o filosofeggiante. Ma ha una dettagliata conoscenza delle leggi che governano il corpo e la mente, osserva di buon grado le discipline, e vive secondo queste leggi. Conduce una vita esemplare per disciplina ed equilibrio, e nutre le stesse aspettative nei confronti dei suoi discepoli. Per il guru yogi, il corpo e la mente sono veicoli che devono essere messi sotto controllo prima che il discepolo possa giungere a un qualsivoglia grado di illuminazione o di realizzazione. Ha un occhio attentissimo alla perfezione e spinge i suoi discepoli alla medesima ricerca. Se trova che il discepolo stia diventando rilassato, pigro, indifferente e compiacente, può usare metodi alquanto rudi per risvegliare il suo entusiasmo. Tutta la sua vita è un’espressione dello yoga, e questo è riflesso nei sui movimenti, nelle sue abitudini, nelle sue parole e nelle sue azioni.

Il guru yogi, che ha una profonda conoscenza ed esperienza del funzionamento del corpo e della mente, spesso sviluppa dei poteri mentali. A volte è noto che usa questi poteri mentali per aiutare e incoraggiare i discepoli sinceri. Dobbiamo distinguere tra il guru yogi e l’insegnante di yoga. Un guru yogi ha messo sotto controllo la sua mente, il suo corpo e le sue emozioni. Ogni sua azione è yoga. Il guru yogi applica sistematicamente le pratiche di yoga, prima per dare una disciplina al corpo, poi per controllare la mente, e infine per trascendere corpo e mente. Spesso si sottopone a severe rinunce, come parte del suo percorso disciplinare verso la perfezione. Quando ha raggiunto la padronanza di queste tecniche per se stesso, insegna la via ai discepoli sinceri. Anche se insegna solo hatha yoga e semplici pranayama, la sua conoscenza è molto più vasta, ed egli la impartisce a seconda delle capacità del discepolo. L’insegnante di yoga, invece, sta ancora disciplinando il suo corpo, la sua mente e il suo spirito. Le sue conoscenze possono essere più vaste di quelle dello studente, ma la sua gamma di esperienze è limitata. Non si è ancora impadronito delle leggi che governano il corpo, la mente e le emozioni, e raggiungere questa padronanza è necessario se si desidera continuare nella via dello yoga. Le pratiche dello yoga sono il nocciolo del vostro sadhana spirituale. Per raffinare la vostra consapevolezza, ribilanciare la vostra energia ed elevare la vostra coscienza, dovete incorporare le tecniche dello yoga nella vostra routine quotidiana. Così come vi lavate il viso e i denti la mattina, allo stesso modo dovete praticare il vostro sadhana. Pertanto, il guru yogi è una necessità vitale per qualsiasi aspirante. E’ una pietra miliare nel vostro percorso spirituale, ed è lui che vi trasmette l’impeto ad allenare il vostro corpo e la vostra mente, e pertanto prepara la strada per altri sadhana più avanzati. Lo yoga non è una disciplina limitata. E’ strettamente collegata al tantra e ad altre discipline esoteriche. Le pratiche di hatha yoga conducono al raja yoga. Raja yoga e kriya yoga sono complementari l’uno all’altro. Il kriya yoga porta allo scopo ultimo del tantra. Pertanto, non è raro scoprire che il guru yogi ha conosciuto e sperimentato il tantra e altre filosofie, ed è perfettamente in grado di insegnarle a discepoli selezionati.


Il guru gyani

Il guru gyani, come dice il nome, è un guru molto erudito che ha una vasta conoscenza della tradizione scritturale. Attraverso l’interpretazione di questa tradizione, il guru gyani è in grado di stimolare e soddisfare l’intelletto del discepolo. Il dominio del guru gyani è l’intelletto, e attraverso la sua guida e ispirazione le facoltà intellettuali del discepolo vengono sviluppate alla perfezione. Che cos’è Brahman? Che cos’è il Sé? Esiste un creatore? E’ Dio? Queste sono alcune delle domande a cui il guru gyani può rispondere efficacemente. Un gury gyani sa deliziare i discepoli con la sua prontezza di spirito e con il suo approccio analitico a intricate questioni metafisiche. Ha una profonda comprensione della rilevanza delle antiche verità e della loro relazione con l’esistenza moderna. Questo tipo di guru può avere o non avere sviluppato poteri mentali sufficienti a influenzare il discepolo, ma la sua saggezza e la sua capacità di discernimento sono profondamente riflesse nella sua personalità. Se questa descrizione ha generato l’immagine mentale di una persona seria con un atteggiamento solenne, è stata fuorviante. Alcuni dei più grandi gyani – uomini di infinita saggezza – per quanto maturi e completi nella loro conoscenza, rivelano una speciale innocenza infantile. Insieme alla saggezza vengono l’umiltà e la rispettosa ammirazione dei poteri più alti che esistono nell’universo. Per il guru gyani, la vita è un continuo processo di apprendimento, ed egli continua sempre nel perseguimento della conoscenza. Il gyana yoga è uno dei percorsi verso l’illuminazione, e attrae le persone che sono prevalentemente razionali. E’ un sentiero arduo e noioso, poiché facilmente ci si può trovare prigionieri di acrobazie intellettuali. Spesso ci viene detto che per sperimentare la luce o la verità, dobbiamo offuscare l’intelletto, la mente e i sensi. Ma, in questo caso, usiamo l’intelletto per vincere sull’intelletto. Sri Aurobindo ha detto: “L’intelletto era l’aiuto, ora l’intelletto è la barriera, trascendi l’intelletto.” Il guru gyani insegna al discepolo ad esplorare al di là del regno dell’intelletto. Poiché è oltre l’intelletto che potete scoprire l’intuizione. Per permettere alle vostre facoltà intuitive di manifestarsi, il guru gyani vi insegna a decondizionare la vostra mente. Se la vostra mente è stracolma di conoscenze libresche, allora siete condizionati nelle vostre reazioni ed esperienze. Riconducete tutto a quello che dicono i libri o quello che avete sentito. Ma se mettete da parte tutto quello che avete sentito o letto, e sviluppate la capacità di ricevere la conoscenza da dentro, allora sperimentate la conoscenza superiore o intuizione che dimora dentro di voi. Questo è lo scopo del guru gyani nell’insegnare ai suoi discepoli. Spesso, però, scoprirete di non essere in grado di trascendere l’intelletto. Al contrario, esso diventa sempre più forte, e quello che a voi rimane sono molte conoscenze, senza alcuna esperienza. Coloro che si trovano in questo stato sperimentano un pesante senso di frustrazione. Quest’ostacolo può essere superato sintetizzando le pratiche. Dovreste imparare il più possibile da un guru gyani attraverso il satsang e il dialogo, e, allo stesso tempo, avere un sadhana di pratiche yoga sviluppato specialmente per voi. In questo modo, avrete uno sviluppo simultaneo di corpo, mente, intelletto e intuizione. Un guru gyani potrebbe non essere in grado di trasmettere l’esperienza. Ma è il primo passo per risvegliare il vostro interesse e stimolare la vostra mente nell’indagare i più profondi misteri che vi aspettano sul vostro cammino. Un guru gyani è noto anche come brahmakshotriya, che alla lettera significa “colui che ha studiato i Veda (o la fonte della conoscenza)”.


Il guru tantrico

Il guru tantrico è spesso una sintesi di guru yogi, gyani e tantrico. La sua iniziazione è normalmente operata da una yogini tantrica. E’ lei che inizia le anime evolute alle pratiche segrete e profonde del tantra, e così le rende suoi discepoli. Le anime evolute che vengono scelte per quest’iniziazione sono solitamente guru yogi e guru gyani. Un incontro con una yogini tantrica trasforma l’intera personalità e dimensione spirituale di un guru yogi o di un guru gyani. Solo dopo quest’iniziazione la loro conoscenza è trasformata in esperienza, e a questo punto diventano guru tantrici. I più profondi misteri della mente e dell’universo cominciano a dispiegarsi davanti ai loro occhi e a diventare realtà. Quando l’iniziazione è completa, la yogini può ritirarsi dalla scena o meno, ma non prima di aver completato il suo compito di guidare l’iniziato a un’esperienza molto vitale, e trasformarlo in un guru tantrico. Un guru yogi o un guru gyani che non ha avuto quest’esperienza non è in grado di trascendere il tempo, lo spazio e la realtà oggettiva, ma rimane nel regno della mente e dell’intelletto. Nel caso del guru brahmanishta, quest’esperienza non è necessaria. La sua consapevolezza è già trascendentale, ed egli ha già raggiunto altitudini vertiginose. Il guru tantrico è un padrone della mente. La mente è usata semplicemente come uno strumento – come uno userebbe un interruttore della luce. Quando occorre la luce, lo si accende; quando non occorre più, lo si spegne. Questa è la facilità con cui un guru tantrico utilizza la mente. La forza del pensiero della mente del guru può essere proiettata verso terre lontane con la stessa velocità e chiarezza con cui prendete il telefono e parlate con qualcuno dall’altra parte del mondo. Il guru tantrico può moltiplicare il suo corpo, così che possa apparire in più di un luogo simultaneamente, o prendere una forma completamente diversa. Il corpo può essere proiettato astralmente con la piena consapevolezza di quello che succede in ogni dove, in qualsiasi momento. Il guru può materializzare la sua forma e apparire a uno o più discepoli, mentre il suo corpo fisico si trova in realtà altrove. Il guru tantrico è in grado di comprendere totalmente la mente del discepolo e di assorbirla completamente nella propria. Durante questo periodo, il discepolo agisce completamente secondo la volontà del guru, mantenendo la costante e acuta consapevolezza del guru. A questo punto è probabile che il discepolo abbia delle esperienze insolite. La sua consapevolezza si acuisce, e può anche sviluppare dei poteri mentali. Il guru tantrico può provocare eventi che di norma sono impossibili. Tutto questo si ottiene tramite i poteri mentali. Tuttavia, la maggior parte dei guru tantrici esibisce questi siddhi molto raramente. Anche se possono controllare le menti dei discepoli, lo fanno di rado. Se lo fanno, agiscono secondo le leggi di natura, e devono aderire a molte prescrizioni. Violare queste leggi vorrebbe dire violare l’ordine naturale delle cose, e un guru tantrico è molto attento a non diventare anarchico. Sa bene che questi siddhi sono solo una tappa nel viaggio verso stati superiori della mente. Se sono usati in maniera irresponsabile, presto si trasformano in ostacoli, ed è probabile che scompaiano del tutto. Se ad un certo punto il guru tantrico decide di prendere il controllo della mente di un determinato discepolo, ciò avviene solo in base alle leggi che governano quest’atto. Il karma del discepolo è definito; la durata del controllo è prefissata. Quando il tempo stabilito è trascorso, la mente del discepolo è rilasciata, e può di nuovo crescere in maniera indipendente. Anche se il guru può tornare ad ossessionare la mente del discepolo, questo non avviene, perché c’è un grave rischio di causare seri danni sia al discepolo, sia al guru stesso. Quando un devoto approccia un guru tantrico, il guru prima esamina il suo karma e la sua fase evolutiva. Ogni individuo ha certi karma che possono essere eliminati immediatamente, ma sui karma più forti occorre lavorare per eliminarli. Pertanto il guru assegna al discepolo un sadhana particolare. O, se il discepolo vive nell’ashram del guru, gli viene assegnata una responsabilità in base al karma. In nessun caso il guru agirà contro le leggi del karma, perché le rispetta profondamente. E’ noto anche che un guru tantrico assorbe i karma del discepolo e li elimina senza alcuna sofferenza, a condizione che tra i due ci sia un legame molto forte e profondo, su tutti i piani. Il metodo di insegnamento utilizzato dal guru tantrico è la trasmissione mentale. L’insegnamento può aver luogo anche attraverso i tradizionali metodi formali, ma solo se il discepolo non è ricettivo alla trasmissione. La trasmissione è il metodo primario di guida alla crescita spirituale del discepolo. Il guru trasmette pensieri in continuazione, e verifica nel discepolo dove siano gli ostacoli o perché l’energia abbia cessato di scorrere. In questo modo prepara il discepolo a funzionare come suo condotto. Il discepolo, a sua volta, deve rendersi conto della sua costante responsabilità di mantenere uno stato di consapevolezza superiore, cosicché il guru possa comunicare facilmente. Per il discepolo che ha raggiunto questo stato della mente, il guru non ha bisogno di parole. Questo discepolo ha un valore inestimabile. Il guru può comunicare con lui in ogni momento e in ogni luogo, anche dopo aver lasciato il suo corpo mortale. Tra guru e discepolo c’è completa armonia. Così come il cervello manda un segnale alle gambe perché camminino, alle mani perché tocchino, o agli occhi perché vedano, allo stesso modo i pensieri del guru provocano le azioni del discepolo. Tuttavia, se il discepolo non rimane sintonizzato sulla frequenza del guru, può mal interpretare questi pensieri e agire contrariamente alle istruzioni del guru. Immaginate che disastro, se il vostro cervello inviasse alle gambe il segnale di camminare, e fossero invece le mani a rispondere! Quindi, il discepolo deve sempre mantenere l’unità con il suo guru, e questo risultato si ottiene con la pratica del ricordo incessante. Il guru tantrico emana una qualità magnetica. Ci si sente attratti da lui come ferro da una calamita, o come una falena dalla fiamma. Egli vive la sua vita in piena libertà di mente e di spirito. Non è legato dalle norme e convenzioni sociali che avviluppano le persone comuni. Per comprendere la parola “libertà” nel suo senso più profondo, dovremmo imparare a vivere come il guru tantrico. Il nostro concetto di libertà, che perseguiamo in continuazione, è limitato e si applica solo al mondo esterno, mentre il guru tantrico ha raggiunto la libertà sia esterna sia interna. I karma non lo legano, né i pensieri lo catturano. Il guru tantrico li domina tutti. In India, si consulta un guru tantrico per problemi coniugali e domestici, per disturbi fisici o mentali, per preoccupazioni finanziarie e lavorative. Attraverso la comprensione profonda delle relazioni umane, il guru sa discernere accuratamente dove risieda il problema, e offrire consigli rilevanti. Chi gli è devoto trova spesso che il guru lo ha aiutato attraverso i suoi poteri mentali. Tuttavia, questa non è la ragione primaria per avvicinarsi a un guru tantrico. Sarebbe come denigrare i poteri del guru. Il guru tantrico è necessario per guidarci a costruire l’esperienza del sentiero spirituale. Questa guida e quest’esperienza si possono trasmettere con un semplice sguardo, con un tocco alla testa, o con un rigoroso sadhana. Dipende tutto dallo stadio di evoluzione del discepolo.

Il Guru dovrebbe essere uno

La continuità è un aspetto molto importante della vita spirituale ed è il fondamento dal quale dipende ogni ulteriore evoluzione. La continuità dovrebbe essere mantenuta in tutti gli aspetti. Un aspirante o un discepolo dovrebbe attenersi a un solo mantra, un solo sadhana e, soprattutto, un solo guru.

Nella vita quotidiana, spesso vediamo che nelle relazioni c’è instabilità. La natura umana è tale che facilmente relazioni e proprietà materiali ci annoiano. Succede ovunque. Quando le circostanze non ci appaiono più attraenti, ci disperiamo per un cambiamento. Cerchiamo pascoli più verdi. Cambiamo i mariti e le mogli, le case e le auto, i lavori e gli affari, senza alcuna stabilità e coerenza. L’uomo appare guidato da un insaziabile desiderio di nuove esperienze e questa sete non viene mai soddisfatta. Al contrario, sembra diventare sempre più forte.

Questa mente vagabonda rifiuta di rimanere quieta anche nella vita spirituale. Molti discepoli accettano un guru, rimangono con lui per qualche tempo e, quando le circostanze non appaiono più attraenti, se ne vanno. Tutto ciò è destabilizzante. Il discepolo deve rendersi conto che, perché ci sia un qualche progresso, la scelta del guru deve essere totale e definitiva. Non ci si deve spostare da guru a guru per un capriccio della mente. Ciò non fa che confondere e complicare le cose. Se un discepolo ha da ridire sul conto del primo guru, è certo che lo farà anche con il secondo. Alla fine, egli si sentirà completamente smarrito, avvilito e disperato.

Si può ricevere ispirazione dagli insegnamenti di tutte le persone sagge. Ma, secondo la tradizione, deve esserci un solo guru. Il guru è quello a cui il discepolo si è abbandonato. Una volta che il legame è stato stabilito, il discepolo fa ogni sforzo per conseguire l’unione con il guru ad ogni livello. Così, se il discepolo sceglie di avere più di un guru, a quante mai persone ha intenzione di abbandonarsi? Se il discepolo sceglie di cambiare guru ogni tanto, come ci potrà essere un approfondimento riuscito del legame fra lui e il guru? Ovviamente, i legami saranno solo superficiali e rimarranno tali per sempre. In questo caso, come può il discepolo aspettarsi di fare progressi nella sua evoluzione spirituale?

Nella relazione del discepolo con il guru, non c’è spazio per infatuazioni passeggere o per amori mercenari. Il guru deve rimanere sempre lo stesso e la resa del discepolo deve essere definitiva.